Pandemonio - tra vita, morte e miracoli

L’esposizione è dedicata al tema delle epidemie e, in particolare, al delicato rapporto tra uomo e epidemia, tracciando un quadro storico che evidenzia l’impatto sulla comunità e in particolare sul sistema di protezione attuato nel corso dei secoli. La mostra, che si dipana sala dopo sala nella Casaforte, ha inizio con 48 opere realizzate dagli artigiani valdostani per l’iniziativa “Noi, artigiani in quarantena” promossa dal MAV. Partita come progetto virtuale durante il lockdown é divenuta oggi parte di una mostra “reale”: oggetti e sculture raccontano la forza creativa degli artigiani valdostani come strumento per reagire ad un periodo difficile. Il percorso espositivo continua poi con giornali d’epoca e documenti storici, provenienti dall’Archivio della Biblioteca Regionale e dell’Archivio Storico Valdostano, che testimoniano le epidemie nella storia e ci fanno comprendere l’importanza della memoria. Due sale, coordinate dall’esperta Fiorenza Cout, esprimono la reazione della cultura popolare attraverso i sistemi di protezione tradizionali dell’etnobotanica e i secrets, magiche preghiere frutto della spiritualità rurale. Il percorso espositivo volge poi lo sguardo altrove con le sculture africane della collezione Willy Fassio di Tucano Viaggio che rammentano la forza della spiritualità in numerose comunità africane e la devastazione causata dalle epidemie costantemente presenti in alcuni luoghi. L’esposizione vede protagonista anche l’arte sacra con le sculture di Madonne e di Santi chiamati a proteggere le comunità dalle grandi epidemie del Seicento e dell’Ottocento. Le opere provengono dalla collezione del MAV - Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione, della Collezione Brocherel della Fondazione Torino Musei e del Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta.
Il racconto della pandemia non si ferma al passato, ma evidenzia ancora una volta il nostro tempo con l’esposizione di opere realizzate da 4 artisti contemporanei che, attraverso linguaggi diversi hanno espresso la loro quarantena: le fotografie di Francesca Alti tra natura e uomo, l’installazione di Alessandra Maio alla ricerca dell’equilibrio, l’installazione di Gigi Piana con al centro la malattia e infine il video di pittura cinematica di Manuel Diémoz e Mario Calderaro.
Il progetto espositivo vede inoltre la presenza di uomini e donne di fama internazionale. I reportage di viaggio dei fotografi Neos - Giornalisti di viaggio associati - che, con le loro splendide immagini, ciò che accade ed è accaduto nel mondo deflagrato da questa pandemia. Il prezioso contributo della penna di Pietro Tarallo e di Maddalena Stendardi accompagnano le immagini con brevi racconti sul lockdown. Questo viaggio, nello spazio e nel tempo, si conclude con la presentazione di un ciclo di opere dell’artista Stefano Faravelli. Le sue preziose tavole dipinte, accompagnate da citazioni e riflessioni personali, ci trascinano in un racconto intimo e personale tra pensieri, emozioni e notizie dei telegiornali durante la quarantena. Il progetto di Faravelli “un piccolo esorcismo (visionario) di una pandemia”, recentemente pubblicato dalla casa editrice la Nave di Teseo.
La mostra si apre e si chiude con la scultura di San Rocco, realizzata nel 1974 da François Cerise, noto artigiano di Gignod deceduto proprio quest’anno di Coronavirus, per la cappella di Buthier, punto di partenza per la processione alla punta Chaligne a protezione della peste del 1630.
L’esposizione sarà visitabile gratuitamente dal 13 agosto fino al 31 ottobre 2020.

 











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